Il centro di Piacenza si gira a piedi. Le sei tappe di questo itinerario stanno a distanze in linea d'aria che vanno da 230 metri a poco più di un chilometro, e attraversano un periodo lungo, dal IV secolo al Seicento. In una giornata vedi la piazza del Comune medievale con le statue equestri, il Duomo romanico, la basilica di Sant'Antonino, una galleria d'arte moderna, una chiesa rinascimentale con la cupola affrescata e il palazzo dei duchi Farnese, oggi sede dei musei civici.
La città nasce come colonia romana sul Po, dove comincia la via Emilia. Nel 1545 papa Paolo III Farnese creò il Ducato di Parma e Piacenza, e la famiglia governò il territorio fino al 1731: da quel periodo vengono il palazzo ducale, i due monumenti di bronzo della piazza e molti palazzi nobiliari del centro. Il soprannome di Primogenita risale al 1848: con il suo plebiscito Piacenza fu la prima città italiana a chiedere l'annessione al Regno di Sardegna.
L'ordine che proponiamo non è cronologico. Parte dalla Galleria Ricci Oddi e finisce a Palazzo Farnese perché segue gli orari delle chiese, che al mattino sono aperte e a mezzogiorno chiudono, e quelli dei musei, che restano aperti fino al tardo pomeriggio. Scegli un giorno da martedì a domenica: il lunedì i Musei di Palazzo Farnese e la Ricci Oddi sono chiusi.
Come è organizzato il percorso
La mattina resta nel centro stretto. Dalla Ricci Oddi sali verso la basilica di Sant'Antonino, poi vai al Duomo e infine a piazza Cavalli con il Palazzo Gotico. Calcolate sulle coordinate pubblicate dal Comune, le distanze in linea d'aria sono di circa 230 metri tra la galleria e Sant'Antonino, 240 tra Sant'Antonino e il Duomo, 420 tra il Duomo e la piazza. A piedi i tragitti sono un po' più lunghi.
Dopo pranzo ti sposti verso le due tappe più distanti: Santa Maria di Campagna, a circa un chilometro e cento metri dalla piazza, e Palazzo Farnese, a un altro chilometro e un quarto da lì. Per il pranzo la zona naturale è quella intorno a piazza Cavalli. Tra i piatti locali da cercare ci sono i pisarei e fasö, che Emilia-Romagna Turismo indica come piatto simbolo della cucina piacentina, i tortelli con la coda e gli anolini. Non citiamo locali per nome: la guida è una bozza che la redazione completerà con i sopralluoghi.
La mattina: dalla Ricci Oddi a piazza Cavalli
Cinque tappe vicine, tutte raggiungibili senza mezzi. Se arrivi in auto, i parcheggi a pagamento più vicini alla Ricci Oddi sono indicati nelle informazioni pratiche.
Foto del luogo · Parma1983 · CC BY-SA 4.0Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi
La galleria nasce dalla collezione del nobiluomo piacentino Giuseppe Ricci Oddi (1869-1937), che comprò i primi dipinti nel 1897 e fece costruire a proprie spese l'edificio, disegnato dall'architetto Giulio Ulisse Arata e aperto al pubblico l'11 ottobre 1931. Vi sono dipinti, grafica e sculture italiane dall'Ottocento agli anni Trenta del Novecento, con autori come Previati, Boccioni, Pellizza da Volpedo e Medardo Rosso. L'opera più nota è il Ritratto di signora di Gustav Klimt (1916-1917): fu rubato nel 1997 e ritrovato il 10 dicembre 2019 in un vano del muro esterno. Sotto la tela c'è un altro ritratto di ragazza, un dettaglio notato nel 1996 da una liceale piacentina.
Foto del luogo · Mongolo1984 · CC BY-SA 4.0Basilica di Sant'Antonino
È dedicata a Sant'Antonino, patrono di Piacenza. Secondo il Comune la fondò San Vittore, primo vescovo della città, in un anno compreso fra il 350 e il 375. Fu danneggiata nel X secolo, ricostruita nel 1014 e rimaneggiata più volte. Sul fianco verso via Scalabrini, antico passaggio della via Francigena, c'è l'atrio detto Porta del Paradiso, del 1350, con una lapide che ricorda l'incontro del 1183 tra i delegati della Lega Lombarda e Federico Barbarossa per i preliminari della pace di Costanza. L'interno ha un aspetto barocco, con affreschi di Camillo Gavasetti nel presbiterio; nel museo capitolare trovi polittici, antifonari miniati e un manoscritto dell'anno 840.
Foto del luogo · Mongolo1984 · CC BY-SA 4.0Duomo
Il Duomo, dedicato a Santa Maria Assunta e a Santa Giustina, fu costruito tra il 1122 e il 1233 ed è tra gli esempi più importanti del romanico padano. La facciata a capanna unisce arenaria e marmo rosa di Verona e ha tre portali scolpiti; il campanile, concluso nel 1333, porta in cima un angelo di rame dorato detto Angil dal Dom. Dentro guarda le formelle delle corporazioni sui pilastri, gli affreschi dell'abside di Camillo Procaccini e Ludovico Carracci e quelli della cupola: Morazzone dipinse due Profeti nel 1625 e, dopo la sua morte, Guercino completò l'opera tra il 1626 e il 1627. La cripta, con 108 colonnine, conserva le reliquie di Santa Giustina, compatrona della città.
Foto del luogo · Mongolo1984 · CC BY-SA 4.0Piazza Cavalli e i monumenti equestri
Dal Duecento è il centro politico ed economico di Piacenza. In origine si chiamava Piazza Grande e prese il nome attuale dalle due statue equestri in bronzo dei duchi Farnese, opera dello scultore toscano Francesco Mochi: quella di Ranuccio I è del 1620, quella del padre Alessandro del 1625. I basamenti hanno iscrizioni e rilievi che celebrano il governo e le campagne dei due duchi. Di fronte al Palazzo Gotico sorge il Palazzo del Governatore, del 1787, progettato dal piacentino Lotario Tomba.
Foto del luogo · Zairon · CC BY-SA 4.0Palazzo Gotico
Il Palazzo Comunale, detto il Gotico per gli archi a sesto acuto, fu avviato nel 1281 per volere di Alberto Scotti (Scoto nella pagina del Comune), capo dei mercanti. La loggia di marmo rosa regge un piano di cotto con trifore e quadrifore. Nel 1351 ospitò Francesco Petrarca; il restauro ottocentesco, durato fino al 1909, ne ha ripristinato l'aspetto medievale. Al piano terra c'è l'ufficio di informazione turistica IAT-R, di sopra il Salone Monumentale. La statua duecentesca della Madonna col Bambino un tempo in facciata è oggi ai Musei Civici di Palazzo Farnese, al suo posto c'è una copia.
Il pomeriggio: i Farnese
Dopo la pausa percorri le due tappe più lontane. L'ordine ha un motivo pratico: le chiese riaprono nel pomeriggio e Palazzo Farnese, con più sezioni da vedere, è meglio lasciarlo per ultimo, con almeno un'ora e mezza a disposizione prima della chiusura.
Foto del luogo · Mongolo1984 · CC BY-SA 4.0Basilica di Santa Maria di Campagna
Fu costruita tra il 1522 e il 1528 su progetto del piacentino Alessio Tramello per ospitare un'immagine lignea policroma della Madonna detta Madonna della Campagnola. La facciata è nitida e geometrica; l'interno è ricco di decorazioni. Nelle cappelle di sinistra ci sono gli affreschi del Pordenone (1529-1531), dedicati ai Magi e a Santa Caterina; la cupola, iniziata da lui, fu portata a termine da Bernardino Gatti detto il Sojaro. Era la chiesa ducale dei Farnese: in alto, rivolta all'altare, c'è una scultura di Francesco Mochi con Ranuccio Farnese. Le ante d'organo dipinte per questa chiesa da Camillo Boccaccino nel 1530 si vedono oggi nella Pinacoteca di Palazzo Farnese.
Foto del luogo · Parma1983 · CC BY-SA 4.0Palazzo Farnese: l'edificio
Lo volle negli anni Cinquanta-Sessanta del Cinquecento la duchessa Margherita d'Austria, figlia di Carlo V e moglie di Ottavio Farnese, che scelse di vivere a Piacenza mentre il marito restava a Parma. Dopo un primo incarico a Francesco Paciotto, nel 1561 fu approvato il progetto del Vignola; i lavori si fermarono nel 1602 e oggi esiste poco meno della metà dell'edificio disegnato. Nel 1734 quadri e arredi furono portati a Napoli da Carlo di Borbone e nel 1803 il palazzo fu saccheggiato dalle truppe napoleoniche. Nel 1988 aprì la prima sezione dei musei; nella seconda sala del piano rialzato c'è un modello in legno del progetto completo, in scala 1:50.
Foto del luogo · Giottodigitaleph · CC BY-SA 4.0Musei Civici di Palazzo Farnese
Il biglietto intero vale per tutte le sezioni. La Pinacoteca ospita il tondo di Botticelli, Madonna adorante il Bambino con san Giovannino, arrivato dal castello Landi di Bardi. Il Museo Archeologico occupa i sotterranei e custodisce il Fegato di Piacenza e una statua panneggiata firmata dallo scultore ateniese Cleomene. Ci sono poi il Museo delle Carrozze, il Museo Civico con affreschi, armi, sculture, vetri e il ciclo dei Fasti Farnesiani, e il Museo del Risorgimento, con documenti e cimeli del 1848-1849 e del 1859-1861. Una selezione del Museo di Storia Naturale è esposta nello Spazio Mostre. Sul Fegato etrusco trovi una guida a parte.
Se hai più tempo, o meno
Con mezza giornata tieni Sant'Antonino, il Duomo, piazza Cavalli con il Palazzo Gotico e, se ti interessa l'arte moderna, la Ricci Oddi, e lascia a un'altra volta le due tappe lontane. Con un'ora in più puoi salire alla cupola del Guercino. La salita è gestita con il museo Kronos, in via Prevostura 7, sul retro del Duomo, ma la biglietteria ora è dentro la Cattedrale, nella navata sinistra. In circa 40 minuti sali 134 gradini fino a 27 metri e vedi da vicino i Profeti e le Sibille; servono almeno 6 anni. Anche Santa Maria di Campagna ha una salita alla sua cupola, affrescata dal Pordenone, ma solo nel fine settimana; un biglietto cumulativo vale per tutte e due.
Se piove, la maggior parte delle tappe è al coperto: chiese, Galleria Ricci Oddi, Palazzo Gotico, Kronos e musei Farnese. Per altre idee al chiuso, anche per i ragazzi, vedi la guida «Se piove a Piacenza».
