Castell'Arquato sta a 224 metri di quota sulla sponda sinistra dell'Arda, più o meno a metà valle, dove le colline cominciano a scendere verso la pianura. Il centro storico medievale occupa tutto il colle. In alto c'è la piazza monumentale: a sud-est la Rocca Viscontea, sul lato opposto il Palazzo del Podestà, in mezzo la Collegiata di Santa Maria Assunta. Il borgo ha la Bandiera arancione del Touring Club ed è nel circuito dei Borghi più belli d'Italia.
Per la piazza, la Rocca e uno o due musei basta mezza giornata. Con una giornata intera aggiungi il torrente Arda e i calanchi: qui è stato descritto per la prima volta il Piacenziano, uno dei piani della scala dei tempi geologici, che corrisponde a un periodo compreso tra circa 3,6 e 2,5 milioni di anni fa, quando al posto della pianura c'era un golfo marino. I borghi più in alto nella valle, da Vigoleno a Morfasso, hanno una guida a parte.
La piazza monumentale
La piazza è piccola e si gira in pochi minuti, ma le costruzioni che la chiudono rappresentano i tre poteri del Medioevo: quello militare con la Rocca, quello religioso con la Collegiata e quello politico con il Palazzo del Podestà. L'ufficio turistico è sotto la loggia del Palazzo.
Foto del luogo · Parma1983 · CC BY-SA 4.0Rocca Viscontea
Fu voluta da Luchino Visconti, che a quel tempo governava Piacenza: il cantiere andò dal 1342 al 1347 circa, sul sito di un presidio militare romano. La pianta a L su due livelli separa la grande piazza d'armi dalla parte alta riservata al comando, dominata dal mastio di circa 40 metri. Non fu mai una residenza nobiliare: fu guarnigione e poi carcere, fino agli anni Sessanta del Novecento. Oggi il percorso mostra allestimenti sulla vita militare medievale e sale fino alla terrazza in cima alla torre. Nel 1985 qui furono girate molte scene del film Ladyhawke.
Foto del luogo · Mongolo1984 · CC BY-SA 4.0Collegiata di Santa Maria Assunta
Nel 758 il nobile longobardo Magno fece costruire una pieve sul colle. Dopo il terremoto del 1117 l'edificio fu rifatto e riconsacrato nel 1122: è l'impianto romanico padano che vedi oggi, a tre navate prive di affreschi, in pietra locale gialla dove si distinguono conchiglie fossili. Il Portico del Paradiso verso la piazza è del Trecento. All'interno, la cappella di Santa Caterina d'Alessandria conserva affreschi del Quattrocento e la vasca battesimale in pietra è l'unico resto della pieve originaria.
Foto del luogo · Parma1983 · CC BY-SA 4.0Palazzo del Podestà
Alberto Scoto, signore di Piacenza, avviò la costruzione tra il 1292 e il 1296: il nucleo è il volume principale con la torre pentagonale, dove stanno due orologi. Nel Quattrocento si aggiunsero il portico, la scala coperta, la Loggia dei Notari e la Loggetta delle Grida, da cui si proclamavano gli editti del Comune. Dentro ci sono la sala del consiglio comunale, con un soffitto a cassettoni in legno, e sale per mostre. Si visita solo durante mostre ed eventi.
I musei del borgo
I tre musei sono piccoli, vicini tra loro e con orari diversi, indicati nelle info pratiche. Il Museo Geologico è chiuso per un guasto.
Foto del luogo · Mongolo1984 · CC BY-SA 4.0Museo della Collegiata e chiostro
Si passa da un chiostro di fine Duecento o inizio Trecento. Le sale raccolgono argenterie e arredi sacri, dipinti, sculture, codici e carte d'archivio delle chiese della zona. Tra i paramenti c'è un piviale in seta bianca ricamato con fili d'oro e d'argento, del primo quarto del Cinquecento, e un mantello corto appartenuto a Paolo III Farnese, il papa che creò il Ducato di Parma e Piacenza, usato per una sua visita al borgo.
Foto del luogo · Antonov · CC BY-SA 4.0Museo Geologico «Giuseppe Cortesi»
Ha sede nell'Ospitale di Santo Spirito, un edificio del Cinquecento che già alla fine del Duecento accoglieva i pellegrini diretti a Roma. È il museo di riferimento per i fossili del Piacenziano: oltre mille molluschi, il cranio di una balenottera e lo scheletro completo di un delfino, trovati nei calanchi tra Castell'Arquato, Lugagnano, Vernasca e Gropparello. Un'altra sala ospita i fossili del Quaternario: rinoceronti, mammut, orsi, bisonti.
Museo Luigi Illica
Luigi Illica nacque a Castell'Arquato nel 1857, nella casa accanto al museo, e vi morì nel 1919. Scrisse libretti d'opera: con Giuseppe Giacosa quelli di Tosca, La Bohème e Madama Butterfly per Puccini, poi testi per Mascagni, Giordano e Catalani. Il museo conserva manoscritti, libretti d'epoca con gli spartiti, lettere, fotografie, costumi di scena, un pianoforte e una macchina da scrivere portatile.
Il borgo oltre la piazza
Scendendo dalla piazza trovi le Fontane del Duca, all'esterno e sempre visibili. Gli statuti medievali precisavano che l'acqua serviva solo da bere: era vietato farci abbeverare gli animali, lavare i panni o sciacquare la trippa.
Foto del luogo · Parma1983 · CC BY-SA 4.0Fontane del Duca, Palazzo del Duca e Torrione Farnese
Le fontane hanno otto bocchette in bronzo con teste di mastini e di leoni e ancora oggi ricevono acqua di risorgiva. Accanto sta il Palazzo del Duca, iniziato nel 1292: è una casa privata e non si visita. Il Torrione Farnese, alto circa 24 metri e costruito in mattoni nella seconda metà del Cinquecento, si apre solo in occasioni speciali.
Il torrente Arda e il Parco del Piacenziano
L'Arda nasce in alta valle, nel comune di Morfasso, e a Castell'Arquato scorre ai piedi del colle. L'alveo a valle del ponte è un geosito di rilevanza regionale per l'interesse paleontologico e stratigrafico, con accessibilità indicata come facile dalla Regione Emilia-Romagna.
L'area rientra in un parco regionale dedicato allo Stirone e al Piacenziano, nato nel 2011 dall'unione del Parco fluviale dello Stirone con la Riserva naturale geologica del Piacenziano. La Riserva, istituita nel 1995, tutela nove «stazioni» separate tra le valli Vezzeno, Chero, Chiavenna, Arda e Ongina, con calanchi e strati ricchi di fossili. Tre riguardano Castell'Arquato: il torrente Arda, i calanchi di Monte Padova e Monte Falcone e quelli di Monte La Ciocca, al confine con Vernasca, raggiungibili da Bacedasco. Le aree si visitano liberamente.
Prudenza: i calanchi sono pareti di argilla che franano e diventano scivolose con la pioggia. Resta sui sentieri segnalati, non salire sulle pareti e non scendere nell'alveo con l'acqua alta o dopo un temporale. Prima di partire controlla le allerte meteo di ARPAE e chiedi lo stato dei percorsi all'ufficio turistico o alla sezione CAI di Piacenza. Per le regole sui fossili chiedi all'ente del Parco.
Cosa mangiare e bere
Il borgo è un tassello della Strada dei Vini e dei Sapori piacentina e fa parte delle Città del Vino. Qui vale la pena provare gli anolini in brodo nella variante con il ripieno senza stracotto, i tortelli con la coda, i pisarei e fasö, i salumi DOP piacentini e il Grana Padano. Tra i vini dei colli attorno al borgo ci sono Gutturnio, Ortrugo e Malvasia di Candia aromatica. Nel Palazzo del Podestà ha sede l'enoteca comunale, con una sala di degustazione. A Vigolo Marchese nasce la torta di Vigolo, una crostata al cioccolato.
Eventi e stagioni
Il borgo ha un calendario per tutto l'anno: a fine ottobre le iniziative di Halloween, tra fine novembre e l'8 dicembre i mercatini di Winterland, in estate il Festival Illica. Date, orari e prezzi cambiano ogni anno: trovi quelli aggiornati nell'agenda del sito.
Nei dintorni
A pochi chilometri, nella frazione di Vigolo Marchese, ci sono la pieve romanica di San Giovanni Battista e il battistero a pianta circolare, costruito in mattoni e pietra. Più a monte lungo la valle trovi Vigoleno, Vernasca e Veleia, descritti nella guida «Vigoleno e i borghi dell'alta Val d'Arda» (vigoleno-borghi-val-d-arda). Gropparello e gli altri castelli visitabili del Piacentino sono nella guida «I castelli del Piacentino che si possono visitare» (castelli-del-piacentino).
